• info@bresciapride.it

  • via Folonari 7/a Brescia

Temi Brescia Pride

Ecco i temi pricinpali per i quali ci battiamo

Unire la città

La parola Pride comincia ad essere associata al tema dei diritti civili degli omosessuali nel 1969, quando la comunità LGBT che gravitava intorno ad un locale del Greenwich Village di New York, lo Stonewall, si rivoltò contro l'ennesima violenza della polizia.

Pride esprime, quindi, il concetto di un "orgoglio" che sa rivendicare in prima persona il diritto alla propria identità negata, la dignità di vite non omologate, la consapevolezza della necessità di un percorso comune e il più possibile inclusivo. E sono proprio queste caratteristiche a fare del Pride un'opportunità per mettere in relazione movimenti e lotte che si basano sull'autodeterminazione, sulla difesa del diritto ad una vita dignitosa sia sul piano personale sia su quello sociale, ambientale e politico. Un processo trasversale in grado di "contaminare" la città con i propri percorsi comunitari di non violenza per la creazione di un senso comune.

Discriminazione delle persone LGBT nel mondo e Diritti Umani

L'omosessualità è reato in 72 Paesi del mondo e in 13 di essi è punibile con la pena capitale (report ILGA giugno 2016). In questi Stati lesbiche, gay e trans sono quotidianamente vittime di pesanti persecuzioni: violenze, arresti arbitrari, stupro correttivo, allontanamento dalla propria comunità. Da qui la necessità per molte persone LGBT di provare a cercare, fuori dai propri confini nazionali, protezione, libertà, futuro. Vogliamo quindi proporre una doppia riflessione che si focalizzi da un lato sulla condizione di coloro che arrivano in Italia, e in particolare nel bresciano, come richiedenti asilo, dall’altro approfondisca la conoscenza della situazione di quei Paesi in cui l'omofobia è istituzionalizzata, anche alla luce del ruolo ambiguo dell'Occidente rispetto a queste tematiche.

Stereotipi di genere, discriminazioni, bullismo e violenza di genere

Stereotipi, bullismo, discriminazioni di genere NON devono più essere argomento di preoccupazione, NON possono far parte della quotidianità di una società che vuole creare l'uguaglianza e il rispetto verso il prossimo e la natura che vive in esso. Dobbiamo lavorare insieme per sensibilizzare maggiormente al rispetto verso tutti. Insegnare ai più piccoli che la diversità è un punto di forza per crescere una società migliore. La tutela del più debole corrisponde ad una società attenta, forte e inclusiva. Non ci sono persone da riparare, cambiare o accogliere. Ci sono persone da apprezzare e stimare nella loro unicità di individui diversi.

Malattie a trasmissione sessuale

In un contesto segnato da una enorme incidenza di malattie a trasmissione sessuale reputiamo necessario che le associazioni e le istituzioni pubbliche, prime responsabili della salute pubblica di cittadine e cittadini, si attivino per la diffusione di buone pratiche finalizzate a una sessualità libera ma responsabile, attivando meccanismi informativi e preventivi in grado di arrestare il fenomeno preoccupante della diffusione di MTS in tutta la popolazione, con particolare attenzione alle fasce più giovani.

Inserimento al lavoro delle persone transessuali

Per le persone transessuali il diritto al lavoro non è garantito. Il lavoro rappresenta una delle questioni problematiche dell’esperienza transessuale. Il pregiudizio transfobico limita enormemente le possibilità di accesso a tutti i tipi di lavoro anche in presenza di competenze e professionalità riconosciute. Compromette la stabilità e la sicurezza di tutte/i i lavoratori transessuali che intraprendono un percorso di transizione quando hanno già un’occupazione. Mobbing, licenziamenti, precarietà sono costanti nella vita della maggioranza delle persone transessuali. Questi problemi si possono contenere o ridurre attraverso regole, leggi e servizi che tutelano la persona ed è fondamentale che legislatori e amministratori si attivino in tempi brevi.

Consapevolezza di sé

Ogni essere umano nasce unico, inimitabile, prezioso, ricco di potenzialità, terreno fertile per la felicità e la libertà che saprà scoprire e costruire lungo il percorso della propria vita. L’importanza fondamentale del Sé è quella di definirsi come individuo e di scoprire, attraverso le risposte alla domanda “Chi sono io?”, che cosa ci rende unici come essere umani. L'obiettivo dovrebbe essere quello di essere consapevoli di se stessi, di percepire la propria autostima e di potersi specchiare negli occhi di chi ci sta di fronte senza essere guardati attraverso un filtro fatto di preconcetti. Spesso, però, i pregiudizi sociali, le regole familiari, le aspettative del gruppo di appartenenza ci condizionano a tal punto da credere che l’unico percorso per lo sviluppo dell’essere umano sia quello di aderire il più possibile a modelli stereotipati, dettati da convenzioni e regole appartenenti al periodo storico e sociale in cui viviamo. Per uno sviluppo armonico della persona, invece, è fondamentale che ci si senta "autorizzati" e che venga garantita la libertà di esplorare ed esprimere i propri desideri, i propri bisogni, i propri talenti, che nasca la consapevolezza della propria unicità e che si crei lo spazio sociale e affettivo per esprimerla.

Adozione per tutti e famiglie omogenitoriali

Ciò che è importante per il benessere dei bambini e delle bambine – come emerge ormai da molti anni dalle ricerche psicologiche e sociologiche – è la qualità dell’ambiente che i genitori e il contesto sociale forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano sposati, conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. Non vi sono, dunque, valide ragioni per continuare a confermare l’esclusione delle coppie eterosessuali non sposate, delle coppie omosessuali e delle persone single dalla possibilità di adozione esterna.

Inoltre, non si può continuare a far pagare a figli e figlie delle persone omosessuali ritardi e ostracismi in ambito politico; occorre ricordare che un contesto ostile reca danno in primo luogo alle bambine e ai bambini. Il riconoscimento giuridico delle famiglie omogenitoriali è essenziale per dare piena tutela ai/alle minori che vivono in questi contesti; il riconoscimento sociale è essenziale per dare loro piena dignità in tutti gli ambiti, a partire da quello scolastico.

Matrimonio Egualitario

Nell’obbiettivo comune di un futuro verso l’uguaglianza, parlare di matrimonio tra persone dello stesso sesso è una delle principali rivendicazioni nella lotta per il riconoscimento dei pieni diritti civili.

Una questione politica nata dal bisogno di cancellare dalle legislazioni la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e unioni omosessuali, sul principio che le relazioni d’amore tra adulti consenzienti - siano esse tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso - debbono trovare da parte dello Stato piena dignità e pieno riconoscimento simbolico, oltre che di diritti.

«La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare». (Costituzione Italiana)

Legge contro l’omotransfobia

Una legge contro l’omotransfobia si dimostra più che mai necessaria in un contesto sociale e politico di violenza e di ipocrisia quotidiane. La violenza trans-omofobica rappresenta infatti un fenomeno specifico, equiparabile a reati quali il femminicidio, il razzismo e il bullismo, e in quanto tale richiede una formale e adeguata risposta.

Laicità istituzionale

La laicità dello stato è un elemento base di qualsiasi ragionamento sulla libertà dell’individuo e della società nel suo insieme. L’art. 7 della costituzione italiana afferma chiaramente l’indipendenza e la sovranità dello stato italiano in rapporto alle confessioni religiose, un principio che l’analisi delle vicende politiche e sociali italiane dimostra non sempre rispettato, (vedi ad esempio le limitazioni relative alle disposizioni legislative suoi temi quali l’aborto, la fecondazione assistita ecc). Occorre recuperare e riaffermare quella volontà maggioritaria di rivendicare il ruolo dello Stato come garante nell’accesso ai diritti per tutti i cittadini e le cittadine che consentì nel nostro Paese, qualche decennio fa, l’approvazione e poi la conferma delle leggi sul divorzio e sull’aborto.