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Manifesto Politico

Comitato Brescia Pride

CHI SIAMO

Il Brescia Pride nasce da cinque associazioni del territorio bresciano attive nella promozione dei diritti LGBT che hanno scelto di creare un movimento per promuovere un dibattito sereno e costruttivo, ma deciso e fattivo, nell’intero territorio della grande Provincia di Brescia, sui temi dei diritti civili e di altre tematiche relative all’inclusione sociale e alla dignità della persona.
A dicembre 2016 è stato costituito il comitato organizzatore, composto dai membri delle cinque associazioni promotrici: Caramelle in Piedi, Chiesa Pastafariana Italiana, Donne di cuori, Equanime, Purple Planet. In occasione della prima assemblea pubblica, nell’ottobre 2016, si è costituito un ampio coordinamento di cui fanno parte associazioni e realtà che operano negli ambiti più diversi ma che hanno in comune il desiderio di condividere un percorso plurale di rivendicazione e sensibilizzazione.
Un’adesione fattiva che ha permesso di creare una rete capillare nell’intero territorio della provincia e di promuovere una serie di eventi per la sensibilizzazione sui temi del Pride che si concluderanno con il corteo del 17 Giugno per le strade di Brescia.

CONTESTO


La città di Brescia, e la sua provincia, hanno una lunga e consolidata storia di impegno civile e di pronta reattività agli eventi e alle sfide incontrati di tempo in tempo.
Conosciamo bene, sentiamo ancora le ferite subite – le stragi fasciste, lo scempio ambientale e la devastazione dei corpi, le insicurezze causate dall’immigrazione, le campagne d’odio contro tutto ciò che è diverso, l’omosessuale, l’immigrato, il non allineato.
Allo stesso tempo siamo anche orgogliosamente consapevoli e fieri delle risposte che abbiamo saputo trovare come comunità allargata e includente. La piazza di una strage, piazza della Loggia, è diventata il simbolo dell’impegno civile e umano dei nostri cittadini. L’egoismo dello sfruttamento territoriale senza rispetto ha fatto nascere movimenti e comitati attivi e resistenti. La paura dello straniero, manovrata a scopi apertamente politici, è stata fronteggiata con pratiche di accoglienza e integrazione di altissima efficacia, distribuite su tutto il territorio e nelle valli soprattutto, risultati concreti riconosciuti anche a livello internazionale.
Ogni singolo tentativo di diffondere odio e pregiudizio verso le tematiche legate al gender ha fatto sorgere gruppi, associazioni e iniziative capaci di rispondere con creatività e saggezza, ricchezza di contenuti, memoria storica e risposte competenti e qualificate a creare conoscenza e comprensione invece di chiusura e paura. Siamo orgogliosi di questo, siamo orgogliosi della nostra gente e della nostra città. Ma consapevoli che i progressi e le conquiste civili vanno difesi e rinnovati, vogliamo proporre a Brescia e al suo territorio una nuova sfida, una nuova esperienza sociale e civica.
Il nostro intento è simboleggiato nel nostro motto: “Unire la città”.
Unirla attraverso il confronto e lo scambio sui temi dell’orientamento e della scelta sessuale, sulla conquista delle unioni civili e su quello che si può ancora migliorare per garantire che non esistano cittadini di serie A e di serie B in nessun ambito della società italiana, che sia nelle strade, nelle scuole o nelle nostre case.

Unirla attraverso la riflessione su temi e problemi come violenza di genere, sessismo, omo-transfobia, ma anche attraverso la proposizione dei valori della sensibilità individuale, della libera scelta, del rispetto, dell’accoglienza, della curiosità creativa.
Tutto ciò, attraverso un calendario di iniziative e proposte culturali, ludiche e politiche, che settimana dopo settimana accompagni tutti i cittadini verso la data del 17 giugno, in cui la città di Brescia ospiterà il suo primo Pride.

OBIETTIVI


Brescia Pride si pone come obiettivo la parità reale dei diritti, la tutela dei singoli, la legittimazione dei legami affettivi, genitoriali e familiari, la laicità delle istituzioni, la creazione di spazi che permettano l’autodeterminazione di ognuno.
Ci riconosciamo al fianco di tutti coloro che per qualsiasi motivo indipendente dalla loro volontà si trovano ad essere discriminati. Il nostro punto di riferimento resta la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che all’articolo 21 recita: «È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale» così come la Costituzione Italiana che all’articolo 2 recita «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»

RIVENDICAZIONI - POLITICHE NAZIONALI

Matrimonio Egualitario


La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare (Costituzione Italiana).
La sentenza della Corte Costituzionale 138 del 2010 sancisce la legittimità e la costituzionalità del matrimonio egualitario: lo stato deve quindi garantire pari diritti a tutti i cittadini, senza alcun tipo di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. In quest’ottica, consideriamo la legge del 20 maggio 2016, n. 76 un primo passo, solo il primo, su una strada che è ancora da percorrere

Adozione per tutti e famiglie omogenitoriali

Ciò che è importante per il benessere dei bambini e delle bambine è la qualità dell’ambiente che i genitori e il contesto sociale forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano sposati, conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. Indipendentemente dalla necessità di una riforma complessiva dell’istituto dell'adozione, oramai appoggiato in maniera trasversale da diversi schieramenti politici e sociali, riteniamo fondamentale che anche le coppie gay possano accedere a questo istituto.

Laicità istituzionale

In rispetto degli articoli 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione Italiana, riteniamo importante ribadire, o forse attuare pienamente, il principio di laicità dello Stato e delle istituzioni, garante nell’accesso ai diritti per tutti i cittadini e le cittadine. Laicità non implica indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.

Legge contro l’omotransfobia

Una legge contro l’omotransfobia si dimostra più che mai necessaria in un contesto sociale e politico di violenza e di ipocrisia quotidiane. Le discriminazioni dirette e indirette che le persone LGBTI sono costrette a subire sono molteplici: ostracismo, violenza verbale, fisica e psicologica. Da anni è bloccata in Parlamento una legge contro l’omotransfobia: è ora di riprendere il percorso per il completamento dell’iter della stessa, allineandoci così ai Brescia Pride – MANIFESTO POLITICO pag. 4 di 6
paesi della Comunità Europea più attenti in merito.

I diritti delle persone LGBT nel mondo come diritti umani fondamentali

Chiediamo che l’Italia si faccia promotrice, in ambito internazionale e nei modi più consoni, dell’attenzione ai diritti umani delle persone lesbiche, gay e trans, là dove l'omosessualità è reato: in 72 Paesi del mondo lesbiche, gay e trans sono quotidianamente vittime di pesanti persecuzioni, fisiche e psicologiche, e in 13 di essi la loro semplice esistenza è punibile con la pena capitale (report ILGA giugno 2016).

Promozione della cultura della prevenzione

La graduale diminuzione di campagne di comunicazione ed educazione sta portando ad un significativo aumento delle infezioni da HIV e da altre malattie a trasmissione sessuale, specie nelle fasce più giovani della popolazione. Consideriamo quindi necessaria una strategia nazionale che metta al centro la prevenzione ed una corretta informazione, anche all’interno della scuola.

Lotta agli stereotipi di genere, bullismo, e discriminazioni in genere

Riteniamo necessario riprendere ed intensificare, senza piegarsi a ricatti di una certa parte politica o sociale, a nuove politiche informative e formative per combattere gli stereotipi di genere, gli atti di bullismo e le discriminazioni in genere. Una rete di informazione il più ampia possibile è necessaria non solo in ambito scolastico e sanitario, ma a tutti i livelli di organizzazione del sistema lavorativo ed educativo.

RIVENDICAZIONI - POLITICHE LOCALI

Unire la città

Il Pride come opportunità per mettere in relazione movimenti e lotte che si basano sull'autodeterminazione, sulla difesa del diritto ad una vita dignitosa sia sul piano personale sia su quello sociale, ambientale e politico. Un processo trasversale in grado di " contaminare" la città con percorsi comunitari di non violenza per la creazione di un senso comune.

Tutelare il diritto al lavoro delle persone LGBT e inserimento al lavoro delle persone transessuali

Combattere le discriminazioni sui luoghi di lavoro, col coinvolgimento di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria e favorendo le iniziative di formazione professionale per le persone a rischio di esclusione sociale, come ad esempio le persone transessuali, per le quali il lavoro rappresenta una delle questioni più problematiche e limitanti.

Rapporti con le Istituzioni

Nel processo di sensibilizzazione e formazione che il Comitato Brescia Pride intende promuovere, il rapporto con le Istituzioni riveste un ruolo privilegiato; a tal fine è stato avviato un confronto che ha portato alla concessione del Patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia per una serie di eventi, e alla collaborazione con diverse Amministrazioni Comunali nell’ambito della Provincia.
Una rete virtuosa che si auspica possa ampliarsi nel corso del prossimi mesi e far sì che l’impegno assunto da alcune Amministrazioni Comunali, come quella di Brescia, sottoscrivendo la carta d’intenti della Rete Ready, si traduca fattivamente in iniziative volte a promuovere l'identità, la dignità e i diritti delle persone LGBT e a riconoscere le loro scelte individuali e affettive, nei diversi ambiti della vita familiare, sociale, culturale, lavorativa e della salute.